Immancabile protagonista delle tavole italiane, addobbate a festa per il Natale, è il panettone.
In un Paese in cui le molteplici realtà regionali si caratterizzano per tradizioni ed usi che le rendono l’una diversa dalle altre, il panettone è forse uno dei pochi alimenti che è riuscito a varcare i confini entro i quali è nato per ottenere largo consenso ovunque.
Con la storia del panettone si intrecciano numerose leggende e ad accomunarle tutte vi è un qualcosa che spiega come mai un così semplice prodotto sia diventato l’alimento principe del Natale.
In tutte le favole che siamo soliti raccontare ai più piccoli per spiegare la magia del Natale vi sono sempre un protagonista ricco ed uno povero e quest’ultimo, in qualche modo, riesce a trasmettere al primo quello spirito natalizio che lo rende meno avaro e più felice. Oppure protagonista di queste storie è una famiglia che il giorno di Natale si riunisce a tavola per condividere un pranzo abbondante e armonioso.
La storia del panettone ruota intorno a tutte queste fantasie!
Una prima leggenda vuole Messer Ughetto degli Atellani, cavaliere milanese, innamorarsi di Adalgisa, bellissima figlia di Mastro Toni. Per entrare nel laboratorio del padre dell’amata e avvicinarsi così a lei, si finse fornaio e, per incrementare le vendite, inventò un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, zucchero e uva sultanina dando vita al panettone (da “pan di Toni”, il fornaio). Il nuovo pane ottenne largo successo e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.
Una seconda leggenda narra dello sguattero Toni, il quale riuscì a “salvare” il pranzo di Natale alla corte del Duca Ludovico Sforza detto il Moro, Signore di Milano, sostituendo il dolce ormai andato perso, in quanto dimenticato nel forno, con un pane zuccherato, profumato di frutta candita e burro. Tutti furono entusiasti e al Duca che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò: “L’è ‘l pan de Toni”, diventato poi “pan di Toni” ed infine panettone.
Una terza leggenda vede suor Ughetta, monaca cuciniera in un convento molto povero, dar vita ad un nuovo e semplice dolce per allietare il Natale delle giovani novizie: aggiunse, così, all’impasto del pane alcuni ingredienti fra cui pezzi di cedro e uvetta (in milanese “ughetta”), tracciando infine col coltello una croce sulla sommità del dolce in segno di benedizione, dando origine al panettone.
A tutte queste leggende si aggiunge poi una storia che attribuisce al panettone un’origine cristiana avvicinandolo, quindi, al vero senso del Natale.
Lo scrittore Pietro Verri narra, infatti, di un’antica consuetudine che nel IX secolo animava le feste cristiane legate al territorio milanese: ovvero, la preparazione di tre grandi pani, diversi da quelli che si mangiavano durante l’anno, che ogni pater familias tagliava, distribuendoli a tutti i presenti in segno di comunione.
Un’ultima storia è ambientata nel XV secolo quando ai fornai che nelle botteghe di Milano impastavano il pane dei poveri (pane di miglio) era vietato produrre il pane dei ricchi e dei nobili (pane bianco). Un’unica eccezione era prevista per il giorno di Natale quando aristocratici e plebei potevano consumare lo stesso pane, regalato dai fornai ai loro clienti. Era il pan de ton, ovvero il pane di lusso , di puro frumento, farcito con burro, zucchero e zibibbo.
In ogni caso, qualunque sia la sua vera storia, il panettone rimane un’indiscutibile protagonista del nostro Natale e non solo!
La sua esportazione, infatti, lo ha reso celebre in numerosissimi paesi e ha contribuito a farlo divenire il dolce simbolo del Natale ovunque.
Oggi, durante le feste natalizie il panettone regna sovrano nelle sue molteplici varianti: al cioccolato, glassato, senza canditi o uvetta…
Insomma, ce n’è per tutti i gusti!
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